LETTERA DEL PRESIDENTE

Cari Colleghi ed Amici,
    ho l'onore ed il piacere di ricevervi a Firenze in occasione del CXIII Congresso della Societa' Italiana di Chirurgia. Questa occasione costituisce per ognuno di noi un momento di riflessione e di bilancio sulla nostra figura professionale che agli occhi dell'opinione pubblica e dei media trova piu' motivi di discredito che di approvazione, ma che da parte di chi soffre e quotidianamente chiede il nostro aiuto e' sempre vista con grande stima e rispetto. Proprio il nostro lavoro svolto quotidianamente con onesta', impegno, abnegazione ci ripaga di tante delusioni e di quell'indifferenza alle nostre necessita' che le autorita' amministrative e politiche assillate dai problemi economici spesso perseguono senza considerare le indubbie differenze esistenti tra chirurgia ed altre specialita' e la tutela ed il riguardo che andrebbero elargiti ai chirurghi.
Chirurgia tra tradizione ed innovazione e' il logo che ho dato a questo Congresso: un titolo forse scontato e banale, ma per chi come me e' nato ed e' vissuto a lungo in questa citta' denso di significati. Nel panorama attuale cosi' travolgente nei suoi continui cambiamenti tecnologici, sta perdendo di valore l'insegnamento tradizionale e di conseguenza la considerazione ed il rispetto che venivano rivolti ai maestri, doveri del resto ben presenti in passato e parte importante del giuramento ippocratico. Credo sia necessario proprio per il nostro progresso recuperare la lezione che ci viene dal passato. Per questo motivo la cerimonia inaugurale si terra' in un ambiente diverso dai soliti, di grande valore spirituale, artistico e storico: la Basilica di San Lorenzo nel cuore cittadino, la chiesa legata alla famiglia dei Medici, che ne ospita le spoglie, costruita da Brunelleschi, abbellita da Donatello e da tanti altri grandi scultori e pittori. Anche nel campo sanitario i Medici ed i Granduchi che per secoli governarono la citta' ebbero un ruolo essenziale ingrandendo e valorizzando con scelte molto oculate il principale Ospedale della citta' e di tutto il Granducato: quello di Santa Maria Nuova (fondato da Folco Portinari nel 1312) che era organizzato, efficiente, curatissimo dal punto di vista igienico, dotato di medici ed infermieri di primo ordine. Esso ospitava Scuole mediche e chirurgiche nelle quali dovevano obbligatoriamente passare tutti i laureati toscani: era una vera e propria scuola di perfezionamento paragonabile alle attuali Postgraduate Schools. Tanti chirurghi del passato legati a Firenze sono stati dei veri protagonisti rappresentando figure essenziali per il progresso sia scientifico che umano e conquistando posizioni di prestigio nel mondo civile e politico. Insieme ai miei colleghi fiorentini ho voluto ricordare le loro storie in un libro che troverete nella borsa congressuale. Considerare come nel passato la chirurgia sia stata capace di uscire dal discredito legato a pratiche oscure e diventare scienza , dovrebbe renderci ancor piu' orgogliosi della nostra professione e sicuri del suo valore visto l'incredibile progresso che oggi abbiamo raggiunto.
L'innovazione degli ultimi venti anni e' stata travolgente garantendo interventi chirurgici sempre piu' audaci, semplificando molte procedure, rendendole meno rischiose, facilitando il recupero rapido del paziente. Proprio i temi della preparazione all'intervento chirurgico, della fisiopatologia dell'operato, del timing dell'intervento, dei nuovi materiali di sutura e soprattutto delle tecniche mini-invasive e robotiche saranno ampiamente trattati nelle nostre sedute congressuali. Un programma ricco e stimolante, ben calibrato tra messe a punto sui piu' recenti progressi e valutazione critica di acquisizioni apparentemente consolidate quali il trattamento del carcinoma rettale, della malattia diverticolare o della colecistite acuta: e' proprio dal dubbio che si possa ancora migliorare il nostro risultato, dalla esposizione senza pregiudizi di luci ed ombre che nasce lo stimolo alla ricerca ed il progresso. Come negli ultimi anni il Congresso sara' un'importante palestra per i giovani chirurghi in formazione che non solo avranno l'occasione di aggiornarsi, ma anche di partecipare attivamente ai lavori con la presentazione di casi clinici e la discussione di recenti contributi scientifici. Il ringraziamento mio personale, ma di tutta la chirurgia al Presidente, al Consiglio Direttivo della SIC ed alla sua efficiente segreteria per avere con tanta cura scelto i temi, i relatori e la struttura del Congresso. Al Comitato Promotore la mia profonda gratitudine per la preziosa ed amichevole collaborazione.

Prof. Francesco Tonelli

Organizzazione

L'organizzazione del 113^ Congresso della Societa' Italiana di Chirurgia, sara' a cura di :



Segreteria SIC
Serenella Cocci
Silvia Mori
Viale Tiziano, 19 00196 Roma
Tel: 06 3221867
Fax: 06 3220676
sic@sichirurgia.org
www.sichirurgia.org


Viale Tiziano, 19
00196 Roma
Tel: 06 328121
Fax: 063240143
sic2011@ega.it
www.ega.it


Piazza Adua 1/d
50123 Firenze
Tel: 055 2608941
Fax: 055 2608948
sic2011@enic.it
www.enic.it

Major Sponsor




Comitato Promotore


Presidente del Congresso
Francesco Tonelli


Comitato Promotore
Paolo Bechi
Giancarlo Biliotti
Paolo Cappellini
Sergio Cardini
Luigi Cataliotti
Paolo Mancini
Renato Moretti
Andrea Valeri
Marco Carini
Paolo Mancini
Comitato Scientifico
Giacomo Batignani
Marilena Fazi
Ferdinando Ficari
Stefano Scaringi
Rosa Valanzano


Universita' degli Studi di Firenze
AOUC Azienda Ospedaliero - Universitaria Careggi
Dipartimento di Fisiopatologia Clinica - Chirurgia Addominale
Tel. 055 794449 - Fax 055 4361770
f.tonelli@dfc.unifi.it

Consiglio Direttivo
Societa' Italiana di Chirurgia

Presidente
Gianluigi Melotti

Presidente Eletto
Giorgio de Toma

Past President
Enrico de Antoni

Presidente Onorario
Attilio Basile

Vice Presidenti
Francesco Basile
Luciano Casciola

Segretario Generale
Rocco Bellantone

Segretario Tesoriere
Aldo Moraldi

Consiglieri
Giulio Belli
Giuseppe Bondanza
Paolo innocenti
Cristina Marmorale
Jacques Megevand
Giuseppe Noya

Vice Segretari
Antonio Crucitti
Francesco Gammarota
Casimiro Nigro